La mattina dopo è domenica e ripartiamo da Treviso alla volta di COL DEL LUPO, un´azienda di Vidor condotta dal giovane Marco Rosanda.

Dalla sommità della collina su cui poggia uno dei vigneti di proprietà si hanno dallo stesso punto di osservazione a 360 gradi due suggestive vedute, una a nord sul Cartizze, e l´altra a sud sull`opposta pianura. Talvolta da lì col cielo terso si riesce a scorgere il mare.
Certo, ci si arriva abbastanza scossi, per via delle pendenze da brivido che percorse in auto fanno venir voglia di scendere e di proseguire a piedi, ma lo spettacolo inchioda al sedile, e ci si fida del conducente che guida e parla disinvolto.

Innanzi a noi la maestà del monte Cesen che scende fino a un´ampia parete vitata punteggiata qua e là da piccoli casolari. Fra noi e quella parete terrazzata di viti spoglie (siamo in pieno inverno) c´è un canalone enorme. Sulla destra, abbarbicato alla parete collinare, si vede il borgo di Santo Stefano.

Qui la candidatura a patrimonio UNESCO ci sta tutta. Si vede la mano dell´uomo, si intuiscono le difficoltà della lavorazione manuale, ed è del tutto evidente che la meccanizzazione è semplicemente proibitiva.

Marco ci spiega che la “restituzione montana notturna” dal monte Cesen che domina tutta la zona collinare, provoca un raffrescamento dei grappoli che “evita la demolizione degli aromi primari” dando ai vini quei profumi che è molto più difficile ottenere in pianura.
Ci spiega che la ragione per cui il Cartizze sia una zona tanto rinomata dipende, oltre che dalla conformazione del suolo e dall´esposizione, anche dalla presenza di questo canalone dentro cui scorrono due venti di valle, uno proveniente da Guia (o Guià, come dicono i locali) e l´altro da Conegliano il cui effetto combinato comporta l´asciugatura veloce dei grappoli e quindi un minor rischio di muffe. Questa caratteristica aggiuntiva fa del Cartizze l´unica vera zona d´elezione dove poter realisticamente pretendere di coltivare l´uva in biologico.

– “Chi fa il bio in altre zone è veramente bravo….” , aggiunge en passant, senza che se ne colga subito la stoccatina.

Roberta e Fabio davanti all'Osteria senz'oste

Roberta e Fabio davanti all’Osteria senz’oste

Proseguiamo per altre strade collinari. Visitiamo la famosa Osteria Senz´Oste, dove ci si serve da soli, e si può mangiare affacciati sul panorama pianeggiante rivolto a sud, e il sole alto in viso.

Mentre andiamo in giro, Marco accenna alla grande confusione che si è venuta a creare fra Prosecco DOC e DOCG e di quanto sia difficile comunicare questa differenza al consumatore, soprattutto a quello straniero, per cui tutto è prosecco. Qualcuno si è proposto di dare una soluzione semplice ed elegante al problema, suggerendo di distinguere fra Valdobbiadene tout court (quello di collina) e Prosecco (quello di pianura), ma c´è chi ha obiettato che a far grande il prosecco sia stata la scuola di Conegliano, e allora?….Insomma un rebus.

Valdobbiadene DOCG-vs-prosecco DOC

Valdobbiadene DOCG-vs-prosecco DOC

Un buon compromesso sembra sia stato quello di introdurre le sottozone “Rive”, ma Marco ne accenna appena, avendo molte altre cose da raccontarci, come la sua appartenenza alla FIVI, l´organizzazione dei vignaioli indipendenti di cui egli è socio attivo. Di certo l´ampliamento della DOC fino a lambire la vicina Slovenia includendo interamente il Friuli e gran parte del Veneto, che vede solo escluse la provincia di Verona e quella del rodigino, è davvero molto ampia e rischia concretamente di cannibalizzare le aree più vocate.

La Cantina di Col del Lupo

La Cantina di Col del Lupo

Finalmente approdiamo in cantina. Qui veniamo accolti dalla madre di Marco che ci accompagna davanti a un focolare acceso a tutto fuoco e a un piatto di stuzzichini locali, tanto per prendere confidenza con i sapori della zona.
Marco ci conduce per una degustazione molto accurata seppur informale. Assaggiamo il Col del Lupo Brut, l´Extra Dry e il Delìgo (dal latino “scelto”) che ci convincono tanto da acquistarne noi stessi delle bottiglie da portare a casa.
Il Notae invece è un interessante frizzante secco rifermentato in bottiglia col fondo, piacevolmente fresco e fruttato, anch´esso finito nel nostro carrello della spesa.

Assaggio delle Basi a Col del LUpo

Questi sapori ci ricordano che la primavera è alle porte e che tra un po’ le viti si risveglieranno e sprigioneranno le loro energie per far dischiudere le gemme.
A Marco spetterà il compito di ottenere, attraverso una potatura ottimale, il miglior frutto possibile.

Adesso tocca a voi

Noi speriamo che abbiate trovato le nostre note interessanti e magari anche utili, e saremmo ben lieti di ricevere i vostri commenti.

Avete per caso visitato la stessa cantina? Vorreste segnalarci qualcosa che non abbiamo inserito? Noi siamo qui.