Sabato 10 febbraio 2018. Il gruppo di Blablawine sezione Veneto si riunisce con due nuove entrate, Emanuele e Simona. La destinazione questa volta è la cantina PuntoZero a Lonigo, sui colli Berici in provincia di Vicenza. Per arrivarci da Treviso, percorrendo la A4 direzione Milano, ci si impiega circa un’oretta e mezza. Dall’uscita di Montecchio Maggiore si arriva nel centro di Lonigo, poi si comincia la salita sui colli per circa 8 km: quando ormai si vedono solo stradine sterrate, vigne, boschi e prati, ecco che appare l’azienda PuntoZero.

Geograficamente, ci troviamo nel mezzo dei colli Berici, un territorio posto ad ovest dei colli Euganei e a sud-est della Lessinia; la composizione calcarea del suolo, ricco di argilla rossa formatasi quando questa parte di Veneto emerse dal fondo del mare, è testimoniata dal ritrovamento di splendidi fossili di conchiglie che ancora oggi emergono dal terreno in fase di dissodamento. Curioso è il fatto che i colli Berici abbiano la stessa composizione del suolo della Lessinia piuttosto che dei più prossimi colli Euganei, di origine vulcanica, distanti solo pochi chilometri.

Quando l’azienda PuntoZero fu fondata nel 1994, Marcella Toffano, il marito Andrea de’Besi e le figlie Carolina ed Anna Paola scelsero di puntare alla coltivazione di alcuni vitigni internazionali come il pinot bianco, il cabernet franc, il cabernet sauvignon ed il merlot e di tentare la sorte anche con lo speziato syrah, credendo fermamente che le peculiari caratteristiche di questo terroir fossero le più indicate per esprimerne al meglio le qualità. Successivamente, la collaborazione con l’enologo Celestino Gaspari, che prosegue fruttuosa già da una decina d’anni, ha consentito all’azienda di proporre al pubblico la propria collezione composta da cinque bottiglie alla quale, in un prossimo futuro, ne verranno affiancate altre ottenute dalla coltivazione di due vitigni autoctoni, il carmenere e il tai rosso.

La cantina vera e propria è ancora in fase di costruzione, ma dovrebbe essere pronta in tempo utile per la vendemmia 2018; di fianco però scorgiamo uno stupendo casale in pietra a vista che è anche la dimora della famiglia de’Besi: perfettamente integrato con il paesaggio e circondato da un bellissimo giardino con fiori e piante officinali, alcune tipiche della macchia mediterranea, non è difficile immaginarlo lì dall’alba dei tempi.

Nella proprietà di complessivi 50 ettari, perfettamente integrati tra loro, convivono 10 ettari di vigna abbracciati da aree naturali quali boschi e prati, nonché un magnifico e ordinato oliveto. Il rispetto per questo territorio e la promozione della sua diversità hanno inoltre consentito a PuntoZero di ottenere il riconoscimento di azienda certificata per la biodiversità ambientale: la presenza infatti nel terreno di numerosi organismi animali e vegetali, così come il mantenimento della superficie boschiva attorno ai vigneti (fonte di ossigeno per le coltivazioni) hanno permesso di classificare il vigneto come “coltura sostenibile”.

All’arrivo siamo calorosamente accolti dalla signora Marcella e da suo nipote Andrea, anche lui occupato nell’azienda di famiglia, che la affianca nella promozione “social” dell’azienda. Con noi oggi ci sono anche alcuni amici di Andrea interessati al lavoro svolto nella vigna, che ci accompagneranno in questa visita e nella degustazione finale.

Ora si comincia! Imbocchiamo subito un viottolo che si arrampica sulla collina e dopo poche decine di metri ci fermiamo davanti ad un laghetto nato dopo lo scavo di un pozzo profondo circa 300 metri; questa fonte preziosa di acqua incontaminata permette all’azienda di approvvigionarsi dai generosi colli, soprattutto durante la calura dei mesi estivi quando l’acqua diventa elemento indispensabile per le varie colture. Bisogna infatti sapere che il terreno dei colli Berici, essendo calcareo e sassoso, risulta ben drenato e permeabile, per cui difficilmente riesce a trattenere l’acqua: tutti i vigneti pertanto sono affiancati da un impianto di irrigazione a goccia israeliana.

Nel nostro giro seguiamo idealmente le condutture di irrigazione, passiamo attraverso un boschetto, dove vivono indisturbati caprioli, volpi, lepri e altri animali selvatici, che contribuiscono ad arricchire la biodiversità di questo territorio, e finalmente arriviamo alle vigne. La signora Marcella ed il nipote Andrea ci spiegano che il loro obiettivo principale rimane sempre quello dell’eccellenza qualitativa, messa in pratica già “sulla pianta” mediante precise tecniche di selezione delle uve, affinché le rese per ettaro siano piuttosto basse ma di considerevole pregio.

La passeggiata procede distesa e siamo tutti sinceramente rapiti dallo splendido paesaggio, sarà un po’ anche il fascino del tramonto, ma il posto è veramente incantevole. Ci soffermiamo ad ammirare anche un piccolo ed antico vigneto di pinot bianco formato da piante vecchie di oltre cinquant’anni: è il preferito della signora Marcella, un po’ per la sua collocazione privilegiata su di un piccolo pendio soleggiato, un po’ perché situato in posizione separata rispetto agli altri vigneti e letteralmente circondato dal bosco, il che lo rende un luogo misterioso ed intrigante.

Tappa successiva della nostra visita è l’oliveto, la passione del signor Andrea, il marito della signora Marcella. Qui sono state piantate differenti varietà di cultivar, quali frantoio, pendolino, grignano e leccino, dalle quali PuntoZero ricava un eccellente olio extra vergine di oliva che ha ottenuto anche l’importante riconoscimento “Due Gocce AIPO d’Argento 2017” nella categoria fruttato leggero. La raccolta delle olive, rigorosamente a mano, impegna tutta la famiglia solitamente nei primi giorni di novembre durante la fase di invaiatura, quando si verifica il maggior accumulo di componenti volatili e di polifenoli, indispensabili per ottenere un olio di alta qualità.

La passeggiata non poteva concludersi meglio se non con una camminata proprio nel mezzo della grande vigna di syrah posizionata proprio alle spalle del casale di famiglia e dalla quale si gode di una magnifica vista.

Al termine della nostra escursione durata circa una paio d’ore quello che ci rimane impresso è il fantastico appezzamento sul quale sorge l’azienda agricola PuntoZero. Il terreno, materia prima perfetta da plasmare per ottenere prodotti di altissima qualità, è calcareo, drenato e con la giusta pendenza ed è esattamente orientato a sud-ovest sopra Lonigo, con uno sguardo verso la pianura Padana. Anche l’altitudine è ottima (circa 300 metri) e i 45° di latitudine sono magici come quelli di Bordeaux. Poi la biodiversità! Quell’attenzione per l’ambiente, ottimo preludio di una condotta in vigna intelligente e produttiva.

Concluso il giro e pulite le scarpe dal fango, comincia la seconda parte della nostra visita. Tornati al casale ci accorgiamo subito del sapiente lavoro di recupero architettonico eseguito su tutta la struttura; lo scopo, evidentemente, è stato quello di far risaltare i materiali di costruzione, come la pietra viva ed il legno, sia all’esterno ma anche e soprattutto all’interno: il tutto si fonde magnificamente con la filosofia di valorizzazione del territorio fatta propria dall’azienda e dai suoi proprietari. La sala degustazione è stata splendidamente ricavata chiudendo con delle vetrate un ampio porticato, forse una volta adibito a fienile o a ricovero per gli attrezzi agricoli. La stanza è alta circa 6 metri e questo ha permesso di ottenere nella parte superiore un soppalco di legno laccato bianco che la rende una delle sale degustazioni più originali mai viste. Mentre la tavola viene apparecchiata con le tovagliette da degustazione ed i cinque bicchieri ciascuno che ci permetteranno l’assaggio di tutte le produzioni dell’azienda (tutte con marchio IGP Veneto), ecco che la signora Marcella ci stupisce presentandoci anche un grande e ricco tagliere di salumi locali e formaggi erborati e stagionati, con un altrettanto traboccante cesto di grissini stirati.

Ora siamo pronti! Iniziamo la degustazione dall’unico vino bianco prodotto, Trasparenza (annata 2016), ottenuto da uve pinot bianco, di colore giallo tenue, con note di salvia, fieno ed acacia, agrumi e canditi. Al palato è fresco, con sentori di pera. Le uve di questo vitigno provengono della vigna più antica, quella preferita dalla signora Marcella. Assaporando questo vino, si pensa ad una compagnia di amici e ad un bell’aperitivo d’estate, qualche cicchetto alla veneta e ritrovarsi ad aver fatto tardi senza nemmeno accorgersene. Nota positiva sulla bottiglia: saggia è stata la scelta del tappo di vetro che aiuta a mantenere fragrante un prodotto che tale deve restare.

Il secondo vino in degustazione è Idea (annata 2016), 100% cabernet sauvignon, è un tradizionale vino Veneto, talmente famigliare che appena in bocca viene più da pensare alle grave del Piave che ai colli Berici.  E’ un rosso con tanto frutto, beverino, ideale compagno della soppressa e del salame. Forse ispirato da ciò, la new entry del gruppo, Emanuele, afferra la soppressa dal tagliere e inizia a tagliarla a fette spesse per poi distribuirle ai partecipanti.

Trasparenza ed Idea rappresentano la linea dei prodotti freschi e giovani dell’azienda, ma la degustazione con i prossimi vini cambia decisamente marcia.

Passiamo all’assaggio di Dimezzo (annata 2013), un taglio bordolese di cabernet sauvignon (50%), cabernet franc (20%) e merlot (30%) con breve appassimento delle uve; color rubino con sentori di rosa canina, susina e peperone dolce, vaniglia, caffè e sentori vegetali.  Al palato presenta grande freschezza, morbidezza e notevole persistenza. Dal tagliere possiamo scegliere del salame e un buon Asiago di media stagionatura: l’abbinamento con il sapore di questi due cibi gioca bene e si prova una estrema piacevolezza sul finale piuttosto lungo. Quattro Rosoni AIS per un vino che, alla cieca, diresti venire più da Bolgheri che dal Veneto. Grandi apprezzamenti da parte di tutti!

Gli ultimi due vini sono la punta di diamante della cantina PuntoZero. La cura impiegata per produrli è massima: potature verdi, basse rese per ettaro, lieviti selezionati, lieve appassimento e uso attento di barrique di primo passaggio, il tutto per ottenere da merlot e syrah vini che giocano sulla concentrazione.

In Punto (annata 2012), un merlot in purezza, ci colpisce visivamente il colore rosso rubino. Il liquido scorre compatto nel bicchiere, in bocca sentiamo frutti di bosco ed un sapore quasi balsamico, grande pienezza al sorso, finale lunghissimo.

Concludiamo la nostra degustazione con un vino che abbiamo già avuto l’occasione di conoscere in precedenza e di cui il team di Blablawine ha già pubblicato una recensione. Si tratta di Virgola (annata 2013), ottenuto da uve syrah, novità assoluta per questo territorio. Subisce un breve appassimento per fornirne morbidezza, ha sentori speziati di cannella, pepe e caffè tostato, di sottobosco, prugna secca e confetture, tanto che a Roberta ricorda molto il panforte senese! Al palato risulta fresco, alcolico, con tannini rotondi e di lunga persistenza. Emanuele sul syrah riesce ad ottenere anche un bis nell’assaggio.

Onestamente questi ultimi due vini stanno bene con tutto quello che troviamo sul tagliere, ed anche come vini da meditazione, al posto di un cognac, sarebbero una bella esperienza. La signora Marcella ci riporta un aneddoto di un sommelier di Singapore che ha abbinato Virgola con del sushi e del pesce crudo all’orientale. Anche se un po’ ardito come abbinamento, pensandoci, forse un esperimento andrebbe fatto, anche solo per capire come il pepato e lo speziato del vino si abbinino al pesce, al wasabi ed all’alga nori. Andrea infine ci legge una recensione speciale dedicata a Virgola, che viene tenuta in evidenza sul bancone delle degustazioni: Angelo Sabbadin, capo sommelier del tri-stellato Michelin ristorante Le Calandre, nonché vincitore del Premio Duca di Salaparuta “Il Sommelier dell’anno 2011” Guida de l’Espresso, elargisce complimenti talmente belli su Virgola che, giustamente, riempiono di soddisfazione l’intera famiglia de’Besi.

Concludiamo la giornata ringraziando i nostri padroni di casa e ripromettendoci di partecipare all’inaugurazione della nuova cantina. Essa rappresenterà il prossimo passo di una realtà produttiva famigliare che dal 1994 ha fatto capolino tra le eccellenze della viticoltura italiana e che ci auguriamo possa crescere ancora di più. Salute!

Gli Autori