Da Casale Falchini a Cusona passando per San Gimignano

San Gimignano Foto Panoramica

Panoramica di San Gimignano davanti alla Collegiata

Lasciato il Casale Falchini, ci addentriamo in una splendida San Gimignano deserta e assolata di fine gennaio.  In uno dei pochissimi ristoranti aperti ci rifocilliamo con delle vigorose pappardelle alla lepre corredate da un fastoso tagliere di salumi, quindi ripartiamo per approdare, dopo l’agile attraversamento d’un bosco, alla leggendaria Tenuta Guicciardini Strozzi. O meglio, a quella originaria, da cui tutto è partito, Villa Cusona, perché poi, tra Massa Marittima, Scansano, Bolgheri e Pantelleria, si dà il caso che ce ne siano altre quattro a comporre l’insieme della grande proprietà. Ma queste sono altre storie.

Le belle Natalia e Irina, principesse DOC

Dentro un ampio giardino sul cui lato esterno sono disposti a mo’ di filare dei bellissimi cedri del Libano tricentenari, ci accoglie nientepopòdimeno che la principessa Natalia Strozzi. E’ sola, manca la sorella Irina che le somiglia tantissimo, ma la sua presenza basta e avanza, come si dice. Tuttavia non c’è da immaginarsi chissà quale sfarzo di abiti e carrozze con tanto di servitori in livrea concentrati sulla rigida etichetta. Tutt’altro. È una ragazza semplice e carina quella che ci apre il portone con le sue proprie mani,  e che – nonostante il luogo da favola in cui vive appaia un po’ fuori dalla nostra prosaica realtà –  si comporta, parla e agisce esattamente come qualsiasi altra ragazza del suo tempo. E poi sfoggia un sorriso aperto, disarmante. Contagioso. Al punto che dopo qualche secondo sorridiamo anche noi trasportati dalla sua naturale cordialità. Forse io mi lascio trasportare un po’ troppo se è vero che in breve inizio a darle del tu. Ma anche questo mio osare oltre i limiti viene accettato di buon grado. Mi è andata bene.

Natalia-&-Vieri-cantina

Natalia ci spiega che la Tenuta – come certifica l’atto d’acquisto di cui è possibile ammirare una copia nella sala delle degustazioni insieme ad altre centinaia di foto ritraenti i membri della famiglia insieme a VIP da tutto il mondo – risale al 994, ma che “solo” a partire dal XIII sec. furono impiantati i primissimi vitigni di vernaccia che permisero una vera e propria commercializzazione dei vini, tanto che ad oggi è riconosciuta come la prima DOC italiana, nonché prima DOCG come bianco in Toscana. Ve lo potete anche semplicemente immaginare?

Negli anni precedenti alla fine del millennio l’Occidente viene invaso da un’ondata di terrore superstizioso causata da racconti popolari fondati, tra l’altro, anche su testi vetero e neotestamentari.

Mille e non più mille” aveva detto Gesù, secondo la tradizione dei Vangeli Apocrifi.
Nell’Apocalisse poi stava scritto:
«Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo».

san-gimignano-1B

san-gimignano-2B

san-gimignano-3B

Quindi, a detta di molti, si stava avvicinando a gran passi la fine del mondo, con tanto di Giudizio Universale annesso. La gente si costringeva a penitenze corporali sempre più dure, si auto-fustigava, portava volontariamente il cilicio per cercare di ottenere quel po’ d’indulgenza divina che gli avrebbe permesso di salvarsi, ed è proprio in questo scoraggiante clima da tregenda che, in antitesi, nacque la grande storia dei terreni che si sarebbero poi trasformati nelle Tenute Guicciardini Strozzi.

La vita continua

Il temutissimo anno mille trascorse innocuo senza che si verificasse nulla d’eclatante, se non il solito male prodotto dagli uomini e non certo da Dio, e alla fine (o all’inizio), invece della distruzione accadde l’esatto opposto: a poco a poco si sviluppò un tale rinnovamento nella religione, nell’economia e nella società, da meritarsi il titolo di “Rinascimento medievale“, altresì noto come rinascita dell’anno Mille. Si può pertanto affermare, senza timore d’essere smentiti, che la casata Guicciardini Strozzi, variamente assortita nel tempo, ne sia stata una dei precursori: quando tutto sembrava congiurare contro – quando il sentiment pareva assolutamente negativo, si potrebbe dire mutuando un termine borsistico dei giorni nostri – loro non avevano mai smesso di crederci.

Guicciardini Strozzi nella grande storia d’Europa

Principessa Natalia Guicciardini Strozzi

Principessa Natalia Guicciardini Strozzi

Ma non è tutto. E come potrebbe essere, visto il lignaggio delle due famiglie, più volte nel corso dei secoli unite da vincoli di sangue, che ha contrassegnato non solo la storia della Toscana, ma anche quella italiana ed europea?

C’è forse bisogno di parlare di Francesco Guicciardini – uomo politico, governatore dello Stato pontificio, nonché  filosofo e storico – che ebbe come segretario alle proprie dipendenze un certo Niccolò Macchiavelli all’inizio della sua carriera politica e col quale si scontrò poi a lungo sul piano teorico?

E c’è forse bisogno di aggiungere qualcosa sugli Strozzi, potenti banchieri, uomini di Stato e condottieri – i maggiori rivali dei Medici –  esiliati da Firenze dopo l’ascesa al potere di Cosimo, i quali, ritornati nel capoluogo toscano al termine dell’esilio, edificarono il magnifico Palazzo Strozzi, una delle più alte testimonianze architettoniche del Rinascimento fiorentino?

Si può poi proseguire con il XVII secolo, in cui i discendenti della casata Strozzi Guicciardini si unirono in matrimonio a Londra con i Marlborough, la famiglia di tale Sir Winston Churchill.

Natalia e Irina, le “nuove Monna Lisa”

Ma se è vero che nel loro albero genealogico, dipinto a mano su una parete della villa, si possono leggere tanti di questi nomi altisonanti, dai Borgia, ai Medici, ai Churchill, forse uno in particolare colpisce più degli altri: Lisa Gherardini, anche detta Monna Lisa. Sì, proprio lei, la Gioconda di Leonardo.
Provate a osservare bene Natalia insieme alla sorella Irina, e al contempo il volto col sorriso più famoso del mondo: non si somigliano forse? Be’ in effetti sono parenti – anche se distanti 15 generazioni  – e i geni, si sa, non mentono mai.

Tuttavia se della “vecchia Monna Lisa” abbiamo alcune certezze tramandateci, ad esempio, da Vasari o Vespucci, oltre che dall’immortale immagine d’un genio, della “nuova Monna Lisa” che ci troviamo di fronte ne abbiamo molte di più.
Natalia è stata allieva di Nureyev e Prima Ballerina in Russia, a San Pietroburgo. Oggi invece è impegnata nel teatro – collabora con la Compagnia delle Seggiole di Firenze – e nel cinema. E in tutto questo è anche Marketing & Export Sales Director presso l’azienda di famiglia. Scusate se è poco.

La nascita della moderna azienda

Primissimo prototipo di Trattore FIAT

Prototipo di Trattore FIAT

primo-trattore-fiat

(Unico esemplare sperimentale esistente del 1919)

Fu Francesco Guicciardini, omonimo dell’illustre avo – Sindaco di Firenze e Ministro dell’Agricoltura e degli Affari Esteri dal 1906 al 1909 – legato in matrimonio a Luisa Strozzi,  che fece di Cusona un’azienda modello, all’avanguardia, e di rilievo nazionale.

Negli anni ’70, il Principe Girolamo Strozzi (fondatore del Consorzio della Vernaccia, nonché suo primo presidente per oltre 40 anni) inizia la commercializzazione dei vini nel mondo, dando anche avvio, dal 1998, all’espansione dell’attività vitivinicola nella Maremma toscana (Scansano, Montemassi, Bolgheri) con le Tenute “Poggio Moreto”, “I massi” e “Le Pavoniere”, e a Pantelleria, con la tenuta “Coste di Kuddia”. Nella totalità delle Tenute Guicciardini Strozzi vengono prodotte 22 diverse tipologie di vini.

Tra le etichette di maggior prestigio, la Vernaccia di San Gimignano –  “discendente” di quella vinificata per la prima volta nella Tenuta nel XII sec., e variamente declamata da Dante, Michelangelo, Boccaccio, nonché usualmente degustata alla Corte dei Medici che si pregiavano di omaggiarne regolarmente il papa – e tra i rossi storici il Sòdole, 100% sangiovese, e il Millanni, nato per celebrare i 1000 anni della Tenuta, un assemblaggio di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot.

La visita guidata

La visita alla villa è in realtà una visita guidata a un museo dove sono collezionati veri e propri pezzi unici, vanto della storia del nostro paese. Come ad esempio un primo trattore sperimentale donato dalla Fiat al bisnonno di Natalia, lo stesso Francesco Guicciardini, che ai primi del novecento rese Villa di Cusona un’azienda all’avanguardia nel panorama italiano.
E poi moto d’epoca, auto, marchingegni e attrezzi d’ogni genere, e non ultimo un massiccio tavolo rotondo ricavato dal tronco di uno dei giganteschi cedri del Libano che si possono ammirare all’entrata della villa, gloriosamente caduto a causa del suo stesso peso.

fiaschi-2

Dai Fiaschi…

bottiglie

…alle Bordolesi

botti

Affinamento in botti di rovere

Natalia-&-Targa

Targa intitolata al padre Girolamo per i 40´anni del Consorzio della Vernaccia di cui è stato il socio fondatore e primo presidente.

Natalia ci spiega che fu suo nonno, nel 1933, il primo a sostituire il classico fiasco di vino con la più elegante bottiglia bordolese, e mentre visitiamo le incredibili cantine e le barricaie, scavate a delle profondità inconsuete anche se paragonate ad altre aziende simili, la principessa ci racconta che l’intera Tenuta Villa Cusona si estende per 530 ha, – sì, avete capito bene – inclusa la riserva di caccia, dove si spara soprattutto al fagiano, ma anche al cinghiale. Inoltre, brillante invenzione della sorella Irina, nei mesi che vanno da settembre a dicembre viene organizzato un tipo di caccia molto particolare, non a un pennuto né a un quadrupede, ma a un tubero: il tartufo bianco, di cui la zona è particolarmente ricca. Essa si svolge per mezzo di cani messi a disposizione dei clienti da parte della famiglia, al termine della quale si può scegliere tra varie opzioni, come ad esempio il  pranzo completo o anche la semplice degustazione abbinata al tartufo. Questa interessante iniziativa, oltre agli appassionati, attrae anche molti chef dall’estero.

Terminiamo la nostra visita nella sala degustazioni, tra un infinità di foto e riviste celebrative della famiglia e della sua influenza nel mondo. E in questo caleidoscopio di meraviglie – da Nureyev a Rostropovic a Ted Kennedy e Renzi, fino a Paulo Sousa, per gli appassionati di calcio – si nota anche una grossa bottiglia da 12 lt dedicata al padre, il Momi, come viene affettuosamente chiamato in famiglia il Principe Girolamo Strozzi. In fondo in fondo sono umani come noi.

C´era anche Raf…

Natalia & Raffaele

Quello è Raf che fa il ganzo con la Principessa….

Scultura della Principessa Madre, Irina Strozzi