Freschi bianchi ma anche caldi rossi

Sebbene sia una regione viticola di modesta superficie, l’Alto Adige – Südtirol vanta un’eccellente varietà di produzione. 20 diversi vitigni sono allevati da circa 5000 viticoltori su un territorio che non raggiunge i 5.300 ettari – anche se include la più alta percentuale di superficie (98%) soggetta al disciplinare delle DOC – mentre la produzione di vino in totale si aggira intorno ai 350.000 ettolitri annui. Questo per fornire dei numeri che servano da immediato riferimento.

Tre sono le denominazioni: Alto Adige, Lago di Caldaro (estesa anche al Trentino) e Valdadige o Etschtaler, anche in Trentino e Veneto.

Il 55% dei vigneti sono riservati all’uva bianca, e la tendenza è in costate aumento. Pinot grigio, gewürztraminer, chardonnay pinot bianco sono tra i più apprezzati, ma si distinguono anche il sauvignon, il müller-thurgau, il sylvaner, il kerner, il riesling e il veltliner. Chi non li ha assaggiati almeno una volta? Freschi e minerali al palato, dal gusto morbido, fruttato o strutturato, i bianchi doc dell’Alto Adige si possono senz’altro annoverare fra i migliori vini bianchi d’Italia.

Tra i vini rossi, invece (il restante 45%), oltre ai due vitigni autoctoni schiava e lagrein, da 150 anni vengono coltivate anche varietà internazionali più classiche, come il pinot nero, il merlot, il cabernet sauvignon e il cabernet franc.

Le vigne scendono lungo i versanti che costeggiano l’Isarco e l’Adige, estendendosi dalle montagne fino alle valli più temperate della Bassa Atesina, a ridosso del Trentino, con un dislivello che va dai 1.000 fino ai 200 mt di altitudine.

Le 7 zone vinicole

Bassa Atesina: estesa e assolata, bassa e alta

Compresa tra Cortina e Termeno, lungo la sponda occidentale dell’Adige e, a oriente, da Salorno fino al confine con l’area di Bolzano, grazie anche al prossimo Lago di Garda si tratta dell’area viticola più calda dell’Alto Adige ma al contempo anche della più estesa, essendo pari al 36% dell’intera superficie vitata. Il clima temperato – nella punta meridionale l’altitudine scende fino a 200 mt slm – favorisce la creazione di vini equilibrati, dal gusto pieno, e rende possibile la coltivazione anche di vitigni a maturazione tardiva quali il cabernet sauvignon. Ciononostante, i vigneti più alti di tutta la regione si trovano sempre qui, nella Bassa Atesina, se è vero che a oltre 1000 mt slm, nell’area di Favogna, un promontorio sovrastante Magrè, prolifera magnificamente il müller thurgau.

Ma tra il minimo e il massimo, altri vitigni trovano il loro perfetto terroir: il pinot nero nelle località di Mazzon e Montagna, ad esempio, mentre a Termeno – dov’è ovviamente nato – il gewürztraminer riscuote un sempre più crescente successo internazionale.

Bassa Atesina Caratteristiche della Zona
Superficie produttiva: 1.869 ha
Altitudine dei vigneti: 200 a 1.000 m s.l.m.
Terreni: roccia calcarea e dolomitica, da Termeno a Cortaccia miscelata a depositi detritici argillosi; nelle lingue più meridionali marne sabbiose.
Produzione: 67% vini bianchi, 33% vini rossi.
Vitigni più diffusi: pinot grigio, chardonnay, schiava, gewürztraminer, pinot nero.

Località, percorsi turistici ed enogastronomici della Bassa Atesina

Ora
Ora giace ai piedi di Castelvedere, detta l'”Arcadia del Tirolo”, una collina porfirica che si affaccia sulla Val d’Adige e che rimane unica nel suo genere. Antiche fondamenta murarie testimoniano la presenza di un insediamento preistorico da cui promana una forza atavica, quasi magica. Inoltre questa tranquilla località alle porte delle Dolomiti è rinomata in tutto l’Alto Adige anche per le degustazioni dei vini nel mese di agosto e per le settimane gastronomiche.

Cortina
Cortina è la più piccola località della Bassa Atesina. Il centro storico, particolarmente apprezzato dagli artisti, simboleggia idealmente la fusione tra lo stile alpino e quello più tipicamente mediterraneo, con le sontuose finestre ad arco, i bovindi e le scale che si spalancano sulle antiche corti armonizzandosi a meraviglia coi vigneti e i frutteti intorno.
Il sapore ammaliante del Sudtirolo è onnipresente: le verdi vigne immerse nel calore bianco della luce montana si uniscono morbidamente ai cipressi, ai fichi, agli ulivi, agli oleandri arricchendo il paesaggio di una straordinaria varietà di colori che è difficile trovare altrove.

Montagna
Adagiata sulle pendici montuose che sovrastano Ora, questa piccola località turistica vanta un magnifico clima che favorisce la maturazione dei migliori pinot nero di tutto l’Alto Adige.
Il centro ideale della regione è Castelfeder, soprannominato l'”Arcadia dell’Alto Adige”, per il suo sapore incredibilmente mediterraneo. D’estremo interesse, il Parco Nazionale Monte Corno con le sue vaste foreste di aghifoglie, gli ampi pascoli verdi e gli scorci da sogno.
Il paese è interamente circondato da bellissimi vigneti e frutteti, ed è il punto di partenza per il grande tour delle Dolomiti.

Termeno
Termeno è la patria del gewürztraminer, vitigno nobile e molto apprezzato dai delicati e fruttati aromi.
Ne è simbolo indiscusso la chiesa parrocchiale, in stile gotico, che vanta il più alto campanile in muratura a sé stante dell’Alto Adige: 86 mt; mentre la chiesetta romanica di S. Giacomo a Kastelaz conserva uno dei più antichi cicli di affreschi dell’area linguistica tedesca.
Qui, circondati dai vigneti odorosi, si trovano antiche residenze di lusso con bovindi e portoni ad arco in pietra, masi nobiliari, edifici dalle facciate variopinte, fontane e vicoletti luminosi e caldi che ricordano il carattere della popolazione locale.

Salorno
Situato sulla chiusa di Salorno, agli estremi meridionali dell’Alto Adige, questo bellissimo paese segna il confine linguistico italiano/tedesco ed è caratterizzato da imponenti edifici rinascimentali e barocchi.
Uomini illustri come Napoleone, Martin Lutero, Albrecht Dürer e Ludwig Richter hanno soggiornato in questo luogo dove due grandi culture s’intrecciano impalpabilmente tra loro.
Qualche km più a sud non si parla altro che l’italiano e soltanto lo stile architettonico ricorda a tratti atmosfere nordiche.

Egna
A 25 km da Bolzano si trova questo affascinante paese medioevale, ricco di bellezze architettoniche di forte impatto, quali, ad esempio, i suoi portici secolari. Da decenni, gli “Unterlandler Freilichtspiele” sono un appuntamento fisso nel calendario delle manifestazioni di Egna.
Incantevoli cortiletti interni e sontuose residenze nobiliari, conferiscono una magica atmosfera all’antico centro storico. Da visitare “Liebe Frau in der Vill”, una delle più belle chiese gotiche dell’Alto Adige.
Sulla collina sopra Egna, a Mazzon, si può ammirare un campanile romanico del XIII secolo, così come le rovine del Castello Kaldiff costruito attorno al 1200 dai Signori di Egna.

Oltradige: l’innovazione a monte della qualità e della varietà

L’Oltradige – i cui vigneti si estendono a tappeto sulle colline intorno al Lago di Caldaro, tra i comuni di Appiano e Caldaro – è il cuore dell’Alto Adige vinicolo. Qui si trovano tenute storiche e cantine prestigiose nelle quali sono prodotti vini dai nomi che risuonano ben oltre i confini della regione. Celebre per il vitigno schiava, è un territorio che si è fortemente evoluto grazie a concetti innovativi sia per quanto riguarda la varietà che la qualità dei vitigni.
Mentre sui versanti più alti si coltivano soprattutto il gewürztraminer, il pinot bianco, il pinot nero e il sauvignon, a fondovalle trovano il loro ideale terroir i maggiormente strutturati merlot e cabernet.

Oltradige Caratteristiche della Zona
Superficie produttiva: 1.682 ha
Altitudine dei vigneti: 300 a 700 m s.l.m.
Terreni: roccia calcarea porfirica, fino a Cornaiano depositi morenici acidi
Produzione: 56% vini bianchi, 44% vini rossi.
Vitigni più diffusi: schiava, pinot bianco, chardonnay, sauvignon, gewürztraminer.

Località, percorsi turistici ed enogastronomici dell’Oltradige

Appiano
Posto sulla Strada del Vino, Appiano si estende dai 200 mt di quota fino ai 1600 mt della Mendola, ed è, coi suoi 1200 ha, il comune altoatesino con la superficie vitata più ampia.
Gli abitanti sono circa 14 mila sparsi (ma collegati tra loro) in nove paesi e borghi a vocazione vinicola: San Michele, Cornaiano, San Paolo, Frangarto, Missiano, Riva di Sotto, Predonico, Gaido e Monticolo.
180 fra castelli e vecchie residenze nobiliari vanno ad arricchire un paesaggio che si distingue per la dolcezza delle colline intervallate da folti boschi e circondate da impervie catene montuose.
Il clima mite e le molte ore di sole favoriscono la viticoltura. Circa 25 cantine e 3 distillerie di grappa producono in questa zona vini, spumanti e grappe che hanno acquisito da tempo notorietà internazionale.
Famiglie e vacanzieri di ogni età possono usufruire d’una rete escursionistica ben segnalata. Da non perdere: i 2 laghi balneabili immersi nel bosco di Monticolo.
Un nutrito programma settimanale offre una miriade di possibilità: seminari sul vino, visite guidate alle cantine, degustazioni, escursioni guidate, gite in carrozza e molto altro. Senza dimenticare la cultura e l’ottima gastronomia locale.

Caldaro
Mari di vigne, cipressi, allori e ulivi formano il paesaggio di Caldaro, intriso di forti atmosfere mediterranee. Il vanto del paese sono i palazzi storici appartenuti alle famiglie abbienti ed edificati nel tipico stile dell’Oltradige. Ma soprattutto è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della zona alpina, una delle mete maggiormente amate da aprile a ottobre.
La qualità dei vini è di alto livello, anche grazie a “wein.kaltern“, l’associazione che raggruppa i viticoltori della zona, le cui rigide regole – che vanno dall’impianto all’immagazzinamento alla conservazione – mirano all’eccellenza della produzione.

Magrè
Sorge ai piedi di Favogna ed è una meta estiva molto apprezzata. Si tratta d’un antico paese, legato alla tradizione vitivinicola, amabilmente circondato da frutteti e vigneti.
Gli elementi architettonici sono tipici sudtirolesi: i portoni ad arco e le bifore, le logge, le inferriate delle finestre in ferro battuto così come le insegne delle trattorie.
In Vicolo dei Conti, si arrampica sul muro di un edificio la più antica vite dell’Alto Adige. Piantata nel 1601, ancora oggi produce ogni anno circa 80 chili d’uva.

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